L'uomo che guarda alle montagne

COUNSELING INDIVIDUALE

A volte la vita propone situazioni che ci mettono in difficoltà sul piano professionale con cambi di ruolo o competenze, interruzioni forzate, trasferimenti, rapporti difficili con i colleghi, mancati riconoscimenti; e sul piano personale con relazioni che finiscono o problematiche, situazioni familiari conflittuali, separazioni, cambi di residenza, incomprensioni, malattie e lutti.
Lo stesso diventare "grandi" comporta l’assunzione di responsabilità, prendere decisioni, momenti in cui può capitare di perdere serenità e atteggiamento positivo.
A tutti è capitato e capita di vivere queste situazioni nella confusione delle cose da pensare, scegliere e fare.
Vorremmo uno spazio dove fermarci e sentire, ascoltarci, con qualcuno che ci aiuta ad uscire dalla confusione per poter vedere meglio cosa ci sta succedendo, per ritrovarci e fare delle scelte per noi, per il nostro benessere.
C’è la possibilità di trovare questo spazio, fatto di tempo, ascolto e condivisione.

Conoscere le diverse funzioni della personalità (gli stati dell’io) e le basi psicologiche dell’agire umano.
Migliorare la consapevolezza di sé e delle proprie prevalenti modalità di relazione con gli altri.
Acquisire, per sé e per le proprie attività professionali, la capacità di condurre relazioni efficaci, finalizzate a favorire la reciproca crescita e autonomia.

 
Famiglia felice

COUNSELING FAMIGLIARE

Il disagio patito da uno degli elementi non può essere valutato come aspetto a se stante in quanto a causa della convivenza forzata e la condivisione di spazi, abitudini ed atteggiamenti diventano necessariamente un disagio di tutti quanti facenti parte della famiglia, anche se vissuto in maniera diversa.
Il Counseling famigliare per poter essere efficace deve rivolgersi quindi a tutti i componenti del nucleo famigliare, dando possibilità a tutti di esprimere le proprie personali posizioni ed eventuali critiche o dissapori.
Il problema vissuto dai genitori non riguarda soltanto gli adulti, ed il disagio di uno dei figli non è soltanto il suo privato disagio che può vivere singolarmente, ma coinvolge necessariamente tutti coloro che con lui vivono sotto lo stesso tetto.
Non si può separare un elemento dall’altro perché il vissuto di tutti crea una rete di dipendenza e di correlazione tale che la vita di uno degli elementi e le sue scelte condizionano sempre in maniera rilevante l’esistenza di tutti gli altri.
Quando tali scelte non sono condivise ed approvate si innesca inoltre un sentimento deleterio per il rapporto, cioè la rancorosità, la rabbia ed il risentimento, e la tendenza ad accusare l’elemento decisore di tutto ciò che poi non va o non funziona più come prima, dei problemi che ne conseguono anche se sono totalmente indipendenti dalla scelta fatta o dall’abitudine modificata.
I casi più comuni sono: problemi relazionali tra genitori e figli; problemi di coppia; divorzi e affidamenti, nascita primo figlio, adolescenza, sindrome del nido vuoto, pensione.....

 
Coppie romantiche

COUNSELING COPPIA

Nel lavoro di mediazione grande importanza viene data allo strumento che chiameremo il ciclo di vita della coppia che ci consente di andare a ritroso, osservare i fatti della vita della coppia per stanare la possibile origine del conflitto.
Tale strumento discende direttamente dal modello sistemico relazionale e conduce alla comprensione del presente, mediante l’analisi della storia trascorsa, una sorta di indagine a ritroso alla ricerca dei fatti occorsi e dei micro o macro movimenti e aggiustamenti che il sistema e la coppia come parte integrante dello stesso, ha dovuto compiere per ristabilire una sorta di equilibrio stabile, per rispettare il principio dell’omeostasi che tende a ripristinarsi a seguito di ogni turbativa occorsa, esterna o interna. Perché il matrimonio, l’essere coppia, lungi dal rappresentare una condizione statica e stabile è, viceversa, un percorso, un processo.
Gli adeguamenti, le crisi intese come cambiamenti, sono spesso stimolanti, vivificanti, ma molto più spesso dolorosi, faticosi, impongono rinunce, cambiamenti radicali, perdita della propria identità così come la si era percepita fino ad allora, coinvolgono terze figure delle quali occorre tenere conto o farsi carico, provocano disillusioni, crollo delle speranze e delle aspettative.
La coppia stenta a ritrovare il proprio nuovo necessario equilibrio e confligge, apertamente o in maniera sotterranea, passiva, ciascun componente con le proprie modalità, sui fronti che sente appartenergli e perseguendo gli obiettivi e le credenze che ciascuno mette in gioco nella relazione a due.
Statisticamente si possono osservare e descrivere una serie di tappe di passaggio nella formazione e nell’evoluzione della vita di una coppia, corrispondenti a diversi assetti della relazione in quanto ad intimità, motivazione, aspettative, grado di vicinanza e condivisione, tappe alle quali è possibile collegare un corrispondente bisogno di ristrutturazione e di flessibilità con uno stress più o meno intenso percepito e conseguente alla fatica di cambiare.

 
candela

COUNSELING DEL LUTTO

Il dolore è una parte inevitabile della vita.

Tutti quanti noi abbiamo perso o siamo destinati a perdere qualcuno che amiamo ad un certo punto della nostra vita, e la perdita a volte ci colpirà in modo più duro di quanto ci aspettiamo.

Se ci sentiamo veramente a terra o stiamo lottando da troppo tempo, potrebbe essere un segnale del bisogno di un aiuto professionale per andare avanti.

Prima di definire il counseling del lutto, iniziamo con una definizione di lutto: "E' una reazione a qualsiasi forma di perdita che comprende una serie di sentimenti che vanno dalla profonda tristezza alla rabbia, e il processo di adattamento a una perdita significativa che può variare significativamente da una persona all’altra, a seconda del suo background, credenze, alla relazione con ciò che è stato perso e altri fattori". (Mastrangelo & Wood, 2016)

Come si può vedere il significato di lutto non è solo in relazione alla perdita di una persona cara: una reazione a qualsiasi forma di perdita.

Quindi, il dolore del lutto è qualcosa che può essere vissuto in una vasta gamma di situazioni, compresa la morte di una persona cara o di un animale domestico, la dissoluzione di un matrimonio, la rottura di un rapporto o qualsiasi altro tipo di perdita significativa.

Il counseling per il lutto ha lo scopo di aiutare il cliente a soffrire in modo sano, a comprendere la sua sofferenza e affrontare le emozioni che prova e, infine, a trovare un modo per andare avanti.

 
Support Group

COUNSELING DI GRUPPO

Nel Counseling di gruppo partecipano tutti coloro che sono coinvolti direttamente od indirettamente da una situazione problematica, alla partecipazione della coppia o della famiglia potrebbero aggiungersi altre coppie e famiglie che vivono la stessa condizione di crisi.

Tale sistema di aggregazione porta le persone ad essere coinvolte e partecipative, parlando dei loro disagi anche gli altri vengono indotti a farlo creando un sistema di auto-aiuto che nasce e si sviluppa all’interno del gruppo stesso.

La scelta del Counseling individuale, in gruppo ristretto o amplificato ad altre situazioni simili deriva dalle esigenze di tutte le parti, può essere suggerito dal Counsellor ed apprezzato da tutti o una parte di coloro che sono coinvolti, sempre che la situazione in particolare suggerisca tale opportunità di collaborazione e sostegno come la più adeguata al caso da seguire.

Capita spesso che l’aiuto sia chiesto inizialmente da un solo soggetto, solitamente colui che patisce maggiormente la situazione problematica, ma che poi venga apprezzata la possibilità di coinvolgere tutte le persone che vivono la medesima situazione.

Il Counseling di gruppo permette un approccio ed un tipo di intervento con la collaborazione dell’intera aggregazione, con l’ovvio vantaggio di rendere partecipi ed attivi tutti quanti.

Ovviamente vi sono situazioni critiche che per loro natura rendono preferibile un consulto personale, come d’altro canto nessuno può essere costretto a partecipare anche se consigliato, nel massimo rispetto della libertà di tutti quanti.

Questi aspetti possono essere replicati anche in ambito aziendale, coinvolgendo interi reparti produttivi, uffici o entrambi.

Come funziona il Counseling di gruppo

Compito del Counsellor è quello di promuovere quelle dinamiche positive e comunicative che stanno all’interno del gruppo per riuscire a risolvere il problema, la situazione che causa disagio o crisi e raggiungere l’obiettivo di ripristino di una condizione di benessere e serenità.

Data l’iniziale condizione di tensione e di criticità, compito del Counsellor è infondere non solo fiducia ma anche empatia, calore, accettazione e volontà di avviare una discussione evolutiva verso tutti i partecipanti, che devono sentirsi coinvolti in eguale modo e con la stessa possibilità di esprimere i loro pensieri, dubbi e disagi.

Va detto che la chiusura dell’intervento presuppone la buona riuscita dello scopo, cioè che tutti i partecipanti abbiano ben compreso i problemi sottostanti la crisi e che siano stati analizzati con varie proposte di risoluzione adeguate al caso ed alle esigenze dei soggetti.

Altro fattore è che i soggetti coinvolti possano essere considerati sufficientemente maturi per poter continuare da soli il percorso di vita intrapreso, avendo imparato le tecniche comunicative e di problem-solving per poter affrontare autonomamente qualunque altra nuova situazione critica.

Parlare di maturità del gruppo nell’affrontare i problemi o le crisi significa che il gruppo stesso ha raggiunto una consapevolezza ed un cambiamento verso condizioni favorenti il benessere e l’interesse di tutti, con l’ovvia accettazione degli altri, della fiducia in sé stessi, fiducia nelle proprie competenze sociali e nella propria capacità di scelta, di giudizio e di auto-orientamento, l’attribuzione di una valenza positiva alla propria interiorità, percepita come risorsa inestimabile, ed alle relazioni profonde.

Il gruppo durante le sedute di Counseling affronta un percorso ed un processo evolutivo che Rogers (1970) ha sinteticamente rappresentato in sei fasi necessarie:

  • Migliorare la comunicazione e i rapporti interpersonali;

  • Riattivare e valorizzare le risorse all’interno dell’équipe;

  • Migliorare l’analisi delle criticità del gruppo e della situazione in cui si trova;

  • Individuazione in breve tempo degli obiettivi raggiungibili dal gruppo;

  • Definizione dei piani d’azione atti al conseguimento degli obiettivi;

  • Sostenere e valorizzare nel gruppo le potenzialità di “deuteroapprendimento”, vale a dire la capacità di riutilizzare la propria esperienza ed i propri saperi anche in contesti nuovi o diversi della propria esperienza (ciò permette nelle situazioni successive di poter trovare soluzioni in minor tempo possibile e riuscire quindi ad ottimizzare il tempo).